Design, il Salone del Mobile celebra l’ingegno italiano e Leonardo.

Dal 9 al 14 aprile 2.350 espositori italiani ed esteri in Fiera Milano: nuovo format espositivo e molte novità. Creatività, arte di progettare e saper fare, legame con Milano e sguardo al futuro al centro della menifestazione. Due installazioni dedicate al Genio rinascimentale. Concerto d’inaugurazione alla Scala.

Il design come espressione dell’ingegno, dell’intelligenza, della creatività che si traduce in eccellenza e saper fare.

Il Salone del Mobile.Milano lancia per l’edizione 2019 questa nuova parola d’ordine che arricchisce il suo Manifesto e ribadisce il suo legame sempre più forte con Milano, la capitale globale del design. A partire dalla location scelta per presentare il Salone: La Triennale. Ingegno che connota – e definisce perfettamente – il valore delle aziende, delle idee e delle visioni dei progettisti “tradotti” in mobili, arredamenti, complementi e oggetti per l’illuminazione che sono protagonisti della manifestazione che si terrà dal 9 al 14 aprile in Fiera Milano caratterizzata da un nuovo format espositivo con molte novità.

Ingegno è anche un omaggio a Leonardo da Vinci nel cinquecentenario della sua morte, al “maestro di tutti i designer” che nel 1482 lasciò Firenze per Milano, la città di Ludovico Sforza, al centro di una delle regioni più produttive dell’epoca, aperta a tutte le novità tecnologiche, dell’arte e del sapere lavorando per oltre vent’anni e lasciando segni cruciali del suo passaggio. Eredità importante per Milano, forte del suo passato e aperta al futuro con la consapevolezza del proprio ruolo internazionale a livello culturale e industriale.

“In questo momento di grande successo di Milano, è importante consolidare la capacità attrattiva del Salone del Mobile che offre ai suoi visitatori un’ampia offerta di prodotti, occasioni di relazioni internazionali e opportunità di riflessione sul rapporto tra creatività e impresa” – spiega Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile -. Ragionando sulle parole chiave del Manifesto, ilpatto d’intenti sui valori che hanno contribuito a fare della manifestazione il principale appuntamento del settore design a livello internazionale, il Salone introduce il nuovo vocabolo ingegno. Cioè l’intelligenza come principio di creatività, senso del talento, geniale abilità nel fare e nel pensare”.
“Doti che le nostre imprese possiedono, i nostri designer sviluppano e le nostre radici ci tramandano. Parola che costituisce un invito a guardare sempre avanti, a non accontentarsi, a pensare che ogni cosa può sempre essere reinventata e riscoperta con occhi nuovi che guardano al futuro. Nello stesso tempo ingegno rende omaggio a Leonardo, il maestro di tutti creativi, precursore della relazione tra creativo e imprenditore, uomo del progresso, del futuro e del presente, venuto a Milano per sviluppare proprio la sua relazione con la forma del fare”.

Per questo, il Salone del Mobile ha scelto di celebrare Leonardo nel cuore di Milano, alla Conca dell’Incoronata, con l’installazione AQUA. La visione di Leonardo dedicata al suo genio e ai suoi studi sull’acqua, ideata da Marco Balich che racconterà, tra ragione e incanto, un piccolo frammento del Rinascimento e del futuro di Milano.A copertura della Conca, verrà creato un innesto architettonico in forma di grande specchio d’acqua e un maxi-schermo a Led sarà la finestra sulla Milano del futuro coni uno skyline mutevole a seconda del momento della giornata.

Sotto, all’interno del canale, ci sarà una Wunderkammer in cui i visitatori potranno scoprire a bellezza, l’energia e la forma dell’acqua avvolti nell’immagine e nel suono grazie a tecnologie avanzate. E in Fiera il Salone realizzerà, nel padiglione 24, il progetto dedicato al lascito di Leonardo alla cultura del progettare e del saper fare: DE-SIGNO. La cultura del design italiano prima e dopo Leonardo che racconterà in modo suggestivo il genio rinascimentale e il suo rapporto con il design italiano contemporaneo. L’installazione ideata da Davide Rampello e progettata dall’architetto Alessandro Colombo avrà all’interno una scenografia monumentale con due portali in legno, realizzati a mano, ispirati a disegni e studi originali del Bramante, l’architetto più prestigioso a Milano all’epoca di Leonardo. Quattro schermi di dimensioni cinematografiche daranno vita allo show di musica e immagini che avvolgerà i visitatori.

“Leonardo da Vinci rispecchia la creatività e l’operosità della nostra città e Il tributo che il Salone del Mobile gli riconosce è un modo intelligente e per niente banale per celebrare l’estro vinciano nella sua lungimiranza e complessità. Sulla sua scorta, i designer e i progettisti di oggi si affidano a intuizione, curiosità e studio per disegnare complementi d’arredo, spazi e oggetti in grado di rispondere con efficacia e funzionalità a problemi pratici, concreti e quotidiani – dice il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Questo omaggio all’ingegno in tutte le sue forme e la sua valorizzazione attraverso esperienze imprenditoriali di qualità sono la dimensione in cui si evolve il Salone, una manifestazione apprezzata in tutto il mondo che non solo sa sperimentare e osare, aprendosi alle novità del mercato con pragmatismo e originalità, ma interpreta sempre al meglio lo spirito di Milano e il tempo in cui viviamo”.

Il legame con Milano è sottolineato anche dall’accordo triennale con Fondazione Teatro alla Scala che accompagnerà il Salone al 2021, anno delle celebrazioni dei sessant’anni della Manifestazione. Così quest’anno, per la prima volta, il Salone si aprirà con un grande concerto: il maestro Riccardo Chailly, direttore musicale del Teatro alla Scala, dirige le Ouverture da Semiramide e Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e Quadri da un’esposizione di Modest Musorgskij nell’orchestrazione di Maurice Ravel.
Venerdì 12 aprile a Palazzo Marino si terrà la grande festa del design per celebrare l’mpegno produttivo e organizzativo delle aziende, dei designer e dei personaggi che contribuiscono a rendere Milano il luogo più interessante e attrattivo al mondo nella settimana del Salone del Mobile.

“La forza del Salone del Mobile.Milano è strettamente connessa all’unicità della filiera del legno-arredo, un ecosistema diffuso di valori industriali e culturali che come Federazione ci impegniamo a sostenere ogni giorno e di cui la manifestazione rappresenta la vetrina per eccellenza – spiega Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo -. Per il macrosistema arredamento nel 2018 i segnali positivi sono arrivati sia dal mercato interno, con un aumento del 3,1% rispetto al 2017 della produzione destinata al mercato nazionale, sia dall’export che ha mantenuto un segno positivo costante: nel segmento dell’alto di gamma le nostre aziende hanno conquistato la quota principale su tutti i mercati, a dimostrazione della capacità del settore di reggere agli urti dell quadro macroeconomico internazionale e di mantenere il vantaggio competitivo che lo ha sempre caratterizzato. È una trama straordinaria quella che lega creatività, ingegno e industria e fa del design italiano un punto di forza di importanza strategica per tutto il sistema Italia. Le chiavi di lettura di questo sistema sono tre: ingegno, industria, e visione. E quando si parla di questo mondo si parla di “quasi 80mila imprese in tutta Italia -sottolinea Orsini- che insieme danno lavoro a 320mila addetti e che hanno generato nel 2018 un fatturato di oltre 42 miliardi di euro, pari al 5% del Pil nazionale”.

Quest’anno in Fiera saranno presenti 2.350 espositori, inclusi quelli del Salone Satellite – con Salone Internazionale del Mobile e Salone Internazionale del Complemento d’Arredo,
suddivisi nelle tipologie stilistiche Classico, Design e xLux, offerta quest’ultima ampliata e presente, per la prima volta, anche nel padiglione n. 4. Tornano le biennali Euroluce e Workplace3.0, che avrà – come anticipato da il Giornale.it – una modalità espositiva rinnovata, diffusa e trasversale, per mettere in scena al meglio l’evoluzione dell’idea di ambiente lavorativo sempre più spazio ibrido. Le aziende espositrici avranno una presenza liquida in tutta l’area fieristica, riflettendo la trasformazione sociale dell’area di lavoro in spazio flessibile, permeabile e dinamico, aperto alla condivisione professionale e alla contaminazione con altre attività quotidiane.
Nuovo anche il percorso espositivo trasversale dedicato ai prodotti di design e alle soluzioni decorative e tecniche del progetto d’interni: si chiama S.Project e sarà poliedrico all’insegna di multisettorialità, sinergia e qualità. Circa 550 saranno, invece, i protagonisti in scena al SaloneSatellite dedicato ai giovani creativi di tutto il mondo nei padiglioni 22-24. Tema di quest’anno “Food as a Design Object”.

Da sottolineare infine, come il design sia al centro di un’iniziativa del ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli. “Milano deve essere una delle due o tre realtà top mondiale nel settore del design. Non c’è un museo del design e ci stiamo lavorando con ambizioni altissime: stiamo mettendo a disposizione 10 milioni di euro per rendere possibile questo progetto a Milano.” “Ho costituito – ha aggiunto – anche una commissione per studiare un’azione del governo a sostegno del design. Siamo in dirittura d’arrivo, prima dell’apertura Salone del Mobile vedremo i risultati”.
Il presidente della Triennale Stefano Boeri, spiegando tra l’altro che “FederlegnoArredo e Salone sono parte integrante della Triennale”, ha invece annunciato l’apertura del museo del design,l’8 aprile, il giorno prima dell’inaugurazione del Salone del Mobile, del museo del designn che avrà “una parte stabile dedicata al design italiano, al piano terra. Subito dopo apriremo una fase di grande progettazione creativa, perché speriamo possa diventare un grande museo con un ampliamento per arrivare ad avere le dimensioni corrette per ospitare la storia del design italiano”. Ultima notazione, Emanuele Orsini ha svelato il nome dell’architetto che progetterà la nuova sede di FederlegnoArredo in un’area adiacente a fieramilanocity, investimento che consolida il legame con Milano e il suo spirito internazionale: è l’architetto Michele De Lucchi.

  • Source: Il Giornale