Dalle invenzioni di Seu alla semplicità dei Marmi, ecco la Trastevere delle pizzerie

Dalle invenzioni di Seu alla semplicità dei Marmi, ecco la Trastevere delle pizzerie

I consigli su dove gustare una buona pizza – napoletana o romana che sia – nel cuore pulsante di Roma.

Trastevere, il rione più esteso di Roma ed anche quello più versatile. Di giorno è perfetto per lunghe passeggiate all’insegna della cultura e dell’arte. Di notte, invece, regna la movida: cocktail bar, vie colme di gente e aperitivi sugli scalini di piazza Trilussa, che ospita giovani musicisti pronti ad offrire intrattenimento con musica dal vivo.

Dalle invenzioni di Seu alla semplicità dei Marmi, ecco la Trastevere delle pizzerie

Percorrendo gli stretti vicoli ricoperti di sampietrini, mentre si è circondati da ristoranti posti lungo la strada e dal verde delle piante che ricoprono le pareti delle case medievali, sembra di essere dentro “To Rome with Love”, il celebre film di Woody Allen. È bella Trastevere, ricca di meraviglie di cui ci si stupisce ogni volta che le si osserva, ed è anche buona. È qui che cittadini e turisti vengono per gustare la tradizionale cucina romana: dai classici primi, come la carbonara o la cacio e pepe, agli squisiti secondi piatti, tra cui la coda alla vaccinara, i saltimbocca ed il carciofo alla giudia. Ma studiando il rinomato quartiere romano, ci si renderà conto della sua ampia offerta culinaria, la quale non si limita alle storiche trattorie, ma va ben oltre. Tanti gli etnici, i fast food e soprattutto i locali dedicati alla regina della cultura gastronomica italiana: la pizza. Due le principali varianti: soffice e con il bordo alto, quella napoletana, oppure bassa e scrocchiarella, quella di Roma.

Chi ama la versione croccante non può non provare la pizza di Ai Marmi, un’istituzione da queste parti. Qui si respira la tipica atmosfera romanesca, allegra e casereccia; “poco è meglio” secondo i proprietari, i fratelli Carlo e Paolo. I più affezionati lo chiamano “l’obitorio”, alcune storie vogliono che sia stato Pasolini a soprannominarlo così per via del marmo presente nel locale. Un altro pilastro tra le pizzerie romane è Ivo a Trastevere. Aperta dagli anni Sessanta propone scrocchianti tonde a base rossa o bianca, da scegliere tra la dimensione standard o la grande. Da trent’anni anche Archetto II delizia i propri clienti con pizze leggere e friabili, dai condimenti più disparati realizzati con abbinamenti di verdure, salumi e formaggi freschi. Un occhio di riguardo per i più piccoli, ai quali si consiglia la tonda con patatine fritte. Nel menu non mancano fritti preparati in casa e primi piatti tipici.

Da Sette Oche in Altalena, invece, vengono usati solo prodotti di stagione, freschi e genuini, provenienti da tutto il territorio italiano. È qui che vengono sfornate croccanti pizze preparate con pochi ingredienti, ma di alta qualità; ottima la rossa con pomodoro, stracciatella e peperoncino o quella con mozzarella di bufala, pachino, olive taggiasche e basilico. A pochi passi da Porta Portese, Pizza In con nel suo forno a legna offre circa trenta proposte in carta; l’impasto segue l’antica ricetta romana: basso, leggero e lievitato a lungo. Da non perdere quella con provola, patate e pancetta.

Chi, invece, preferisce la versione morbida, tipica della tradizione napoletana, può optare per la pizzeria Nerone, in via del Moro. Il menu presenta le pizze con i nomi dei protagonisti dell’antica Roma, come la Seneca – salsiccia, mozzarella, provola affumicata, broccoletti e parmigiano –  oppure la Nerone, cavallo di battaglia della casa, con mozzarella, pomodoro e ‘nduja.
Vicino piazza Trilussa, Dar Poeta offre una tonda dall’impasto non troppo croccante e con la particolarità dei bordi alti. Cotta al forno a legna, come vuole la tradizione, arriva ai tavoli calda e filante. Speciaità della casa è quella con mozzarella, ciauscolo, zucchine, peperoncino e aglio.

Per chi preferisce posti più informali, Bir and Fud è l’ideale. Qui, una selezionatissima offerta di birre artigianali accompagna le sfiziose portate. Da non perdere il calzone aperto e condito con mortadella, bufala fresca, pomodori secchi, pesto di pistacchio e riduzione di balsamico. In alternativa, si può optare per il nuovissimo locale Sesamo Pizza e Cucina. Aperto da mattina a sera, serve gli hamburger posti due cialde di pizza al sesamo che fungono da bun, oltre a vere e proprie pizze realizzate con un impasto ad alta idratazione, lievitato per circa 72 ore e preparato con farine di tipo 1, 0 o di farro e soia.

Tra le proposte gourmet, non troppo lontano da Porta Portese, Seu Illuminati. Il locale del giovane pizzaiolo Pier Daniele, divenuto famoso per il suo impasto basso ma con i bordi alti e la sua pizza come perfetto punto d’incontro tra quella romana e quella napoletana. Il menu si divide in tre parti: le “Certezze”, le “Old School” e le “Seu”, con ricette che vanno dalle più classiche alle più originali. Tr queste la tonda con fragole in osmosi, coulis di fragola, mantecato di ricotta e lime e croccante di frutta secca.

  • Source: La Repubblica