Dai Lunapop a un’app per la reputazione online: “Così vi rifaremo il look digitale”

Gabriele Gallassi, ex chitarrista dei Lunapop, e l’avvocato Sveva Antonini hanno fondato una startup che si propone di offrire a tutti uno strumento per ripulire la propria immagine in Rete.

Dai Lunapop a un'app per la reputazione online: "Così vi rifaremo il look digitale"

 

ROMA – Ex chitarrista dei Lunapop, con in tasca una laurea in giurisprudenza, Gabriele Gallassi ha speso gli ultimi anni a contrastare la pirateria online. Ora è uno dei fondatori di Tutela Digitale, una startup che si propone di offrire a tutti uno strumento per ripulire la propria reputazione in Rete. Si chiama LinKiller, è un’applicazione web che a fine febbraio diventerà un’app per iOS e Android, ed è stata pensata anche per i meno hi-tech. Perché sul web il passato ritorna, poco importa che non sia più attuale, e non sempre è facile da gestire.
Tanto che sta diventando un remunerativo mestiere per specialisti. Rispondono al nome di “reputation manager” e hanno un unico obiettivo: smacchiare l’immagine dei loro clienti dai profili più svariati. Dal manager con trascorsi d’attore, alla soubrette che ha cambiato lavoro, passando per il ragazzo che d’adolescente è scappato di casa, e ora fa fatica a trovare un impiego.
• IL PASSATO CHE RITORNA
La vita dietro di sé che compare sulle prime pagine di un motore di ricerca e può compromettere i rapporti personali e la futura carriera. Non è, infatti, un mistero che i datori di lavoro cerchino le informazioni su un potenziale candidato attraverso la Rete, prima di pensare all’assunzione. Gli strumenti per proteggersi fai-da-te ci sono. Per esempio, nel caso del diritto all’oblio – cioè il diritto a non restare indeterminatamente esposti ai danni ulteriori che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare all’onore e alla reputazione -, Google ha messo a disposizione un modulo in cui è possibile chiedere la rimozione dalle pagine dei risultati di link non più rilevanti sul proprio conto. In alternativa, in Italia, ci si può rivolgere al Garante della rivacy. Ma si tratta di un’attività impegnativa che non sempre va a buon fine. Da qui l’idea che Gallassi e l’avvocato Sveva Antonini hanno avuto nel 2017: creare qualcosa che fosse accessibile per chiunque, LinKiller.
• IL FUNZIONAMENTO DELL’APP
Funziona così: l’utente si registra e invia il contenuto che vorrebbe eliminare o deindicizzare, cioè far scomparire dai motori di ricerca. La segnalazione viene poi valutata da un team di legali che ne verifica la validità. “La rimozione può essere richiesta se il contenuto viola il diritto all’immagine, alla privacy, all’oblio e alla proprietà intellettuale o lede il diritto della persona come nel caso della diffamazione”, spiega Antonini. Una volta stabilita la fattibilità, Tutela digitale si occupa di inoltrare le richieste di rimozione del contenuto lesivo alle piattaforme e ai siti che l’hanno pubblicato. Il tutto avvalendosi di un software che monitora un database di oltre 90mila siti e permette all’utente di verificare in tempo reale i contenuti negativi localizzati, il numero di link eliminati, l’andamento del processo di rimozione e de-indicizzazione, nonché le testate e i blog coinvolti. Si paga a risultato e il costo per ogni link eliminato parte da 50 euro.
Certo, non sono pochi ma se si pensa che la prima pagina di Google è la più importante, rifarsi il look è alla portata di qualunque tasca. “Da quando abbiamo iniziato ad oggi abbiamo rimosso dal web circa 2500 articoli applicando il diritto all’oblio”, prosegue Antonini. Anche se trovare il modo di tutelare la proprietà intellettuale sembra essere la strategia vincente. “Siamo riusciti a far chiudere delle pagine Facebook che minacciavano di morte un giovane blogger, solo registrandone il marchio e non facendo valere i diritti della persona”, conclude l’avvocato.
  • Source: La Repubblica